Sono Bipolare
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E' mia intenzione inserire, in questo spazio, Testimonianze, Riflessioni, Pensieri e quant'altro scritti da Bipolari.
Sono convintia che anche se spesso é difficile scrivere le Testimonianze in un sito di pubblico dominio, la
medicina
narrativa pone attenzione alle"storie sul disturbo" come modo per comprendere le
persone nel proprio contesto, mettere a fuoco bisogni e nuove strategie di intervento.
La narrazione dell'esperienza personale dovrebbe avere un ruolo significativo nelle relazioni di cura, al fine di inserire la sofferenza in racconti reali, farla diventare condivisibile e
trasformarla in risorsa. Le diverse esperienze condotte in vari Paesi hanno già dato risultati molto interessanti
Coloro che vogliono, possono mandarmi gli elaborati alla mail:
provvederò ad inserirli nel rispetto della Privacy del loro trattamento dei dati , non cedendo ad altri i loro elaborati ed usando nicknames che potete suggerirmi voi stessi di usare.
Relax
Mabiem
20 Maggio 2010
Una vignetta di Paolo
sono un malato psichiatrico la cui diagnosi, negli anni, ha fluttuato da un capitolo all'altro del DSM (o dell'IDC?): mi hanno detto di essere bipolare, depresso cronico, affetto da disturbo di personalità, ossessivo-compulsivo e, in ultimo, schizofrenico. Quello che mi interesserebbe testimoniare, con la vignetta riportata in allegato (ruotatela per leggerla!) in formato pdf, è il frequente uso improprio degli antidepressivi nel caso di depressioni bipolari. E' chiaro che è legittimo tentare ogni possibile strada per risolvere la fase depressiva (per scongiurare rischi di suicidio, danni affettivi, econimici etc), tuttavia è necessaria estrema accortezza e preparazione da parte del personale medico. Infatti, come voi sapete, l'uso degli antidepressivi in caso di depressione bipolare può frequentemente indurre devastanti cicli rapidi (ai quali è associata una sofferenza che non corre il rischio di essere sottovalutata), oltre a poter innescare la fase psicotica, pericolosa ed inconcludente. Purtroppo, nella mia esperienza, molti psichiatri si affidano esclusivamente all'uso di antidepressivi per ottenere una fettolosa risoluzione della fase depressiva, senza curarsi poi dei gravi problemi a cui il paziente può andare incontro a causa degli antidepressivi stessi. E questo nonostante il fatto che il paziente riporti una lunga storia di reazione avversa agli antidepressivi
Un altro contributo di Paolo
Ho rappresentato nel disegno in allegato il mio disturbo bipolare, ma penso che molti si possano identificare in ciò che ho disegnato.
Paolo
Oscillazioni
Testimonianza di Diana
Fonte:http://leo.leonardo.it/scrap/3/giullare73./2
Se penso al mio periodo bipolare riemergono immagini che allora mi affascinavano. Schizzavo, disegnavo, ritagliavo molti cavalli. Sono sagittario e nell'oroscopo cinese cavallo e i cavalli, nella loro irruenza, nella loro bizzarria e imprevedibilità mi attiravano. Allo stesso tempo mi facevano, mi fanno paura. Per me essere bipolare coincide con un desiderio compulsivo di cavalcare la vita, una corsa mozzafiato e senza meta, esaltante, senza riserva di carburante che si crede inesauribile e una potenza percepita come onnipotenza. Si vuole tutto e ci si crede capaci di far tutto, di ottenere tutto, finché la cavalcata finisce e nell'attimo in cui si torna a percepire la stabilità si è disarcionati, gettati sulla nuda terra e lì si entra in contatto con una nuda sofferenza senza più voglie, desideri, e sfebbrati si attraversa una fase arida, soli con se stessi. Nelle fasi maniacali il desiderio è prepotente, ogni volta che sale deve essere esaudito all'istante.
Sono con Helga, camminiamo in una giornata che ci accoglie nella sua limpidezza, vogliamo fare una passeggiata lungo il fiume ma, all'improvviso, l'odore dell'acqua sale lungo le mie narici e colpisce nell'intimo: ho voglia di nuotare. La piscina è a due passi ma ho il costume a casa, a una mezzora di autobus. Non ho con me né costume, né accappatoio, né ciabatte e ho con me Helga.
"Ti va di fare una nuotata?"
"Una nuotata? Ma non dovevamo andare a fare una passeggiata lungo il fiume?"
"Dai vieni in piscina, solo un'oretta"
"Ma come facciamo? Non ho niente, né costume, né asciugamano"
"Li compriamo da Zinser."
"Scherzi, un altro giorno"
"Helga io ho proprio voglia di andare in piscina, ora, non domani. Vado da Zinser e mi compro il necessario."
"Ok, io continuo la passeggiata. Ci sentiamo."
Il tono è leggermente seccato. Che sciocca. A quest'ora la piscina è mezza vuota.
Sono in campagna. G. accanto a me ritocca il muro imbiancato del cortiletto. Davanti a me un mare verde. Ancora oggi usufruisco dei tanti asciugamani colorati comprati in quella fase di desiderio compulsivo di cloro. Sono belli, morbidi, di cotone di ottima qualità. I diari di quegli anni sono pieni di ritagli colorati, di disegni di cavalli e tigri. Se mi ripenso provo un misto di tenerezza e compassione. Compassione nel senso di comprensione e accettazione. Per me bipolare era quasi impossibile essere presente, sempre proiettata com'ero un attimo più avanti nelle fasi alte, sempre rifugiata nel passato, nel futuro in un altrove in quelle basse. Nostalgia della tanto auspicata euforia? Eccitazione? Esuberanza? Quell'euforia era saltellante, zoppicante, in perenne movimento. Era un'euforia migrante, incapace di fermarsi e diventare un entusiasmo che dà forma, che, nel seguire un percorso, lascia traccia. Un'euforia evanescente dunque. Investe mille oggetti e non si ferma veramente su niente. Incapace di una "tranquilla passione" Se quello stato febbrile si univa a irritazione era capace di irreversibile distruzione. Quanti rapporti ha depennato la mia euforia tramutatasi in rabbia incontrollata? Quante amicizie perdute? Quanti innamoramenti morti sul nascere, preda di sentimenti invasivi a loro stessi?
Da circa sette anni prendo il litio, con due interruzioni, una concordata con il neurologo-omeopata tre anni fa e una provata da sola, alla fine dello scorso anno, perché ritenevo che la meditazione, che pratico da un anno e mezzo, potesse essere terapia alternativa. Entrambe mi hanno fatto riattraversare la fase euforica e sono culminate con dolorose depressioni. Ma mi hanno dato anche maggior consapevolezza, mi hanno permesso di vedere meglio ciò che voglio per me stessa e per chi mi sta intorno. La meditazione mi aiuta molto, ogni giorno, in modo diverso, mi aiuta a sentire il "profumo della vastità dell'esistenza", mi aiuta a capire che desideri compulsivi sono spesso sinonimi di sofferenza, che la sofferenza si scioglie stando ancorati al presente, unica vera realtà. Mi ha insegnato e mi continua a insegnare molte cose, svezzandomi spiritualmente. Non interviene sulla mia bipolarità, non credo proprio, a quello ci pensa il litio, interviene sul mio io, lo trasforma dandogli essenze nuove. L'importante è accettare un nuovo sé, sempre in trasformazione.
Senza questi due strumenti, litio e meditazione, rivedendomi, risentendomi, risento la mia avidità, la mia fame insaziabile, tutto fuorché pace.
Risentendomi lo faccio con accettazione. Se non fossi stata così come sono stata, non sarei oggi così come sono.
Diana 26/4/10
Come vedo io la depressione
Un giorno ti alzi e finisce la strada quella del piacere della voglia , quella dei sogni della libertà , ed entrano quelli della paura dei sensi di colpa che ti uccidono senza un motivo ,soffrire
per cosa ?
E' una via lunga piena di buche di strade dove se sei fortunato riesci ad azzeccare al primo colpo la strada giusta se no si deve lottare lottare ogni giorno contro la sopravvivenza , come ho
detto prima le vie sono
moltissime e lunghissime e nessuno può insegnarci la via giusta solo noi con la nostra volontà possiamo farlo è dura ma possiamo uscire da questo mondo strano di dolore di sofferenza che mi ha
tolto ben tre anni della mia vita
lo so che nn sono nulla ma per me sono moltissimi ed io voglio solo far capire che si può uscire da questo male
vvb ragazzi
The Joker
Intervista -Testimonianza di Dany
16 Giugno 2011
Disturbo Bipolare
...in equilibrio sull'altalena...